sabato 16 agosto 2008

Eclisse di luna parziale del 16 agosto 2008

16 agosto 2008 - Durante la notte di mercoledì 20 febbraio 2008 in Italia si è potuto godere dello spettacolo dell'eclissi totale di luna: la terra, fra sole e luna, proietta un cono d'ombra dove la luna, entrandoci, si tinge di un bel colore rosso. I giorni precedenti sono stati splendidi, bel tempo e neanche una nuvola in cielo, poi mercoledì la brutta sorpresa: a partire dalla mattina è arrivata una perturbazione che successivamente è peggiorata.

La sera sulle 22:20 vado in terrazzo per vedere com'è la situazione: la luna si intravede fra le nubi e così decido di fare una prova. Prendo la Canon 30D e il 100-400 e faccio uno scatto.



Scaricata la foto nel computer e fatte le dovute regolazioni, il risultato è accettabile: almeno non è la solita luna avvolta nel nero ma c'è qualche nuvola a farle da cornice. Decido così di puntare la sveglia alle 4 della mattina, metti mai che la situazione migliori ...

Purtroppo la nuvolosità è aumentata e della luna neanche l'ombra. Ho atteso per una mezz'ora sul balcone ma nulla da fare, solo un debole bagliore ... Così son ritornato a dormire, deluso per aver perso una bella eclissi.

L'opportunità di rifarmi è capitata la sera del 16 agosto 2008 con una eclissi di luna parziale: anche questa volta sembrava che il brutto tempo dovesse rovinare lo spettacolo. Alle 20:00 guardo la luna piena: sembra così vicina e grande da poterla toccare! Faccio il consueto scatto di prova con l'accoppiata Canon 30D e 100-400.



L'alone attorno alla luna è dovuto al cielo non perfettamente limpido; inizia l'eclisse e le nubi, questa volta passeggere, permetto di fare qualche scatto. Decido così lasciar perdere per una volta il solito giro nella chiassosa Riviera Romagnola e rimango a casa a godermi lo spettacolo. La prossima foto, che mostra lo svolgersi dell'eclisse, è stata ottenuta unendo 5 fotogrammi diversi.



Verso la fine dell'eclissi il tempo è peggiorato e le nuvole hanno iniziato a coprire il cielo rendendo vana ogni osservazione: almeno questa volta son riuscito a fare qualche scatto!



Tutte le foto sono state fatte con Canon 30D e Canon 100-400L is, ISO 1600, F 5.6 e tempi di scatto variabili.

lunedì 21 luglio 2008

Non abbandoniamo gli stranieri ...

21 Luglio 2008 - Mi riferisco alle simpatiche tartarughe del genere Trachemys di origine americana: importate in Italia e comprate nei negozi di animali quando sono poco più grandi di una monetina da 2 euro, hanno la "brutta abitudine" di aumentare le loro dimensioni man mano che il tempo passa! Che strano vero!?



Più un animale cresce e più ha bisogno di spazio, di attenzioni. Diventa sempre meno gestibile e dato che al giorno d'oggi il tempo libero è ormai diventato un bene di lusso, chi ha più tempo di seguire l'animale domestico? Ed ecco che avviene una cosa che non dovrebbe mai accadere: il rilascio dell'animale esotico in un ecosistema in cui non dovrebbe esistere!



In questo modo i nostri specchi d'acqua subiscono una vera e propria invasione causata da chi rilascia in natura una tartarughe, pensando di non creare nessun danno o complicazione. Stessa sorte è toccata al laghetto del parco urbano di Forlì, dove una nutrita colonia di Trachemys si riproduce da anni indisturbata. Ma la cosa non è passata inosservata: i ragazzi del Tartaclubitalia hanno appeso dei cartelli informativi lungo le sponde del laghetto, spiegando come fare nel caso in cui la propria tartaruga abbia raggiunto dimensioni troppo grosse per il piccolo acquario che la ospita, invitando le persone a non abbandonarle.





Mentre ero al parco per documentare la cosa non son riuscito a trattenermi dal fotografare per l'ennesima volta i simpatici conigli, questa volta con foto un pochino più ampie delle mie solite inquadrature strette, dato che avevo con me solo l'Olympus E-1 con lo zoom 14-54.








Piccolo aggiornamento sulla situazione abbandoni

Il 15 di agosto ero al parco urbano per fotografare una natrice e un pò di rane verdi; verso sera prima di uscire dal parco passo accanto alla collina dei conigli e noto con la coda dell'occhio una forma bianca di piccole dimensioni che si fionda dentro uno dei cunicoli scavati dai conigli.

Curioso di capire cos'è attendo qualche minuto ed ecco che il nuovo "ospite" del parco sbuca fuori nuovamente: una cavia! E' stata abbandonata anche lei ... Speriamo che riesca a superare il freddo dell'inverno rifuguandosi nelle tane dei conigli, sennò la vedo dura per lei, abituata a stare in casa al caldo.

La gente proprio non capisce!

martedì 12 febbraio 2008

Cercando la neve al Bayerischer Wald National Park

Verso la fine di gennaio decido di fare un salto al parco Bayerischer Wald National Park in Germania per riuscire finalmente a vederlo con la neve: tutte le volte che ci son stato il tempo è sempre stato pessimo, con cielo grigio, poca luce e pioggia ...

Sabato 19 gennaio passo mezza giornata di relax ad Alpamare, le terme di Bad Tolz: il posto è molto bello, splende un bel sole tiepido ed è pieno di piscine, di cui tre all'aperto. In ottobre ho avuto la fortuna di fare il bagno la sera, immerso nell'acqua calda di una delle piscine esterne mentre scendevano grossi fiocchi di neve; è stato molto suggestivo!





La mattina seguente parto verso Grub, la piccola cittadina dove di solito alloggio per andare al Bayerischer Wald, ma il tempo volge come al solito verso il brutto tempo. Della neve che speravo di trovare, per strada neanche l'ombra: la temperatura è abbastanza alta, intorno ai 6/7 ° e della nevicata della settimana scorsa non rimane molto. Decido comunque di fare un giro nel parco dopo pranzo, nonostante la luce scarsa. Anche questa volta il tempo non è dalla mia parte ...

Di fretta passo le prime voliere: anche se i recinti dei mammiferi sono abbastanza ampi, le voliere sono sempre troppo piccole e risultano abbastanza deprimenti. Arrivo al recinto delle linci: la madre osserva i piccoli giocare, si arrampicano sui tronchi, si danno zampate, saltano ... che spettacolo! Dalla parte bassa li vedo ma sono troppo lontani; decido di spostarmi così più in alto e qualche foto libera dai rami mi riesce.











Arrivo dai lupi ma stanno tutti sonnecchiando, solo qualche esemplare è in giro e dopo aver fatto un paio di foto passo oltre.







Durante la passeggiata seguendo il sentiero ad anello di circa sette km non riesco a vedere granchè, molti animali sono rintanati: chissà forse anche loro ne risentono del brutto tempo. Arrivato al recinto dei cinghiali trovo gli adulti in giro con i piccoli. Sono in mezzo al bosco ed è praticamente buio: decido così di impostare sulla Canon 30D ISO 1600 per cercare di avere un tempo di scatto più veloce possibile. Faccio qualche foto, anche se non saranno il massimo: usare ISO così alti vuol dire mangiarsi un sacco di dettaglio. Ma una volta scaricate le foto sul computer sono rimasto sorpreso di come la qualità dell'immagine sia rimasta comunque elevata: esponendo bene, quindi senza dover fare troppe correzione con un programma di fotoritocco che aumenterebbero gli artefatti sulla foto, posso dire che gli ISO 1600 della Canon 30D sono realmente usabili!







Poco prima di andar via, noto molti di questi funghi (Fomitopsis Pinicola ) sui tronchi ad indicare il non perfetto stato di salute del bosco: infatti rispetto l'ultima volta molti alberi malati sono stati tagliati.



La mattina dopo complice al pioggia, decido di tornare a casa: chissà se la prossima volta riuscirò a trovare un pò di sole !?

venerdì 18 gennaio 2008

Roost di gufi

Durante il periodo invernale girovagando per la campagna, capita spesso che delle colonie di gufi si riuniscano all’interno della chioma di un’albero in un “roost”, anche se ad un’occhio distratto possono passare del tutto inosservati. Esattamente un roost è un dormitorio diurno dove i gufi si riuniscono per riposare, in attesa della caccia notturna. Di solito in un “roost” sono presenti contemporaneamente molti esemplari per molteplici motivi: il numero elevato di individui fornisce protezione contro eventuali predatori (si pensi ad esempio l’ammassarsi delle sardine in un banco compatto contro uno squalo) oppure la vicinanza dei corpi fornisce calore supplementare durante le fredde giornate invernali (tecnica adottata dai pinguini imperatore per sopravvivere al gelo polare).



Il giorno del ritrovamento del roost, il tempo non era purtroppo dei migliori: un cielo grigio piombo senza luce e che minacciava pioggia (che è arrivata da li a poco). Per fortura la reflex Canon 30D supporta benissimo la gestione del disturbo ad alti iso: mi sono spinto fino a iso 640 per avere tempi di scatto attorno al 1/60 e 1/80 di sec. che con il 100-400 alla massima focale sono ridicoli per utilizzare l'ottica a mano libera. Ma con un pò d'esperienza si porta a casa ugualmente qualche scatto ...





I gufi scelgono il punto in cui fare roost secondo esigenze ben precise: dev’essere un posto tranquillo e riparato dove poter riposare e nelle zone attorno il cibo non deve scarseggiare.



Questi siamo io (a sinistra) e mio fratello Nicola (foto Andrea Gardini)

Sono tornato il giorno dopo e per fortuna qualche timido raggio di sole sbucava dal grigiume: così iso a 320 e tempi di scatto più umani, circa 1/160 sec.





Per questi motivi è importantissimo non disturbarli: durante il roost sono più confidenti e tolleranti ed è un buon momento per riuscire ad osservarli e portare a casa qualche buona foto. Ma al minimo segno di disturbo o insofferenza da parte degli animali dobbiamo lasciar perdere; se vengono spaventati o ritengono che siamo una minaccia per loro, abbandoneranno il sito e di conseguenza dovranno cercarne uno nuovo con gli stessi requisiti di quello vecchio, cosa per altro non facile.

lunedì 14 gennaio 2008

Pettirossi

Quando in città arrivano i pettirossi vuol dire che nel nord Europa è arrivato il freddo: arrivano da noi dove le temperature sono più miti e riescono a trovare più facilmente il cibo. E' facile osservarli nei parchi, se poi lasciamo anche qualche briciola di pane gli faremo sicuramente un dono gradito!







Sono abbastanza confidenti: si lasciano avvicinare a pochi metri mentre sono sui rami che osservano o a terra alla ricerca di cibo.











martedì 11 dicembre 2007

Foce del Bevano e tanta nebbia

Lunedì 10 dicembre 2007 - Dopo tre giorni di brutto tempo e pioggia, il lunedì mattina si presenta con un bellissimo sole che lascia sperare in una stupenda giornata. Decido così di andare alla foce del Bevano, un fiume che scorre e sfocia sul mare a Fosso Ghiaia. Subito dopo pranzo, salgo in macchina, parto e .... il sole sparisce per lasciare il posto ad una nebbiolina che non promette nulla di buono! Durante il tragitto la situazione peggiora, ma arrivo ugualmente a destinazione almeno per vedere come arrivare; ritornerò quando farà bel tempo.

Parcheggio la macchina all'inizio della pineta e prendo il sentiero che mi condurrà, dopo circa 6 km, alla foce del fiume. Il paesaggio non è dei migliori: la nebbia continua a calare e le sagome degli aironi che volano rendono tutto molto spettrale ...







Fagiani e gallinelle d'acqua mi attraversano la strada in fretta per andare a nascondersi nella vegetazione; ad un tratto un rumore: qualche cosa è entrata in acqua alla mia sinistra! Sembra grosso dal rumore, mi viene in mente subito un bel cinghiale. Aspetto, guardo e ... un cacciatore col suo fido cane stanno attraversando uno stagno proprio al limitare della zona di caccia. Gli spari dei cacciatori che riecheggiano nell'aria mi accompagneranno per tutto il tempo, facendo crescere il senso d'inquietudine che quell'atmosfera lugubre ha creato.

Il sentiero lascia la pineta per proseguire lungo l'argine del fiume: anche qui qualche airone, gallinelle d'acqua ed una coppia di svassi che scappano al mio passaggio. Non c'è modo di non farsi vedere, io sono allo scoperto e la loro acutissima vista fa si che il risultato volga nettamente a loro favore.









L'arrivo alla torretta di avvistamento dell'oasi di Ortazzo segna l'inizio della zona dei "bilancioni", ovvero i capanni da pesca dell'Emilia Romagna.







Qualcuno pesca: chissà se oggi è più fortuna di me?!



Finalmente arrivo alla fine del sentiero ed ecco la spiaggia con la foce del Bevano: lo spettacolo è molto malinconico, non c'è anima viva in giro, solo qualche gabbiano e un paio di garzette...







La pineta avvolta nella nebbia non invita di certo a proseguire con l'escursione: sono già le 15:30, la nebbia continua a calare e sta diventando buio. E' ora di tornare a casa ...